Madre Russia vs Figlia Ucraina
Madre Russia vs Figlia Ucraina: una guerra generazionale?
A cura di Emilio Rega di Genova
C’è qualcosa di più profondo, più oscuro, più antico nella guerra tra Russia e Ucraina. Non è solo geopolitica, non è solo economia, non è nemmeno solo potere. È una ferita familiare. Una tragedia generazionale.
Immagino la Russia come una madre austera, forgiata da secoli di gelo e gerarchia, che ha cresciuto la propria figlia Ucraina secondo i valori della forza, dell’obbedienza, della tradizione. Una madre che non contempla il dissenso, che non accetta la libertà come forma di amore. E ora, vedendo la figlia avvicinarsi all’Occidente, a quei valori che lei considera corrotti, decadenti, la madre si sente tradita. Non solo abbandonata, ma disonorata.
La figlia, invece, non vuole distruggere la madre. Vuole solo vivere. Vuole scegliere. Vuole danzare con il futuro, anche se questo significa rompere il cordone ombelicale che la teneva legata a un passato che non le appartiene più.
Il conflitto diventa allora qualcosa di più che una guerra tra Stati: è una guerra tra generazioni, tra visioni del mondo, tra archetipi. Come nella tragedia greca, l’amore si trasforma in possesso, e il possesso in violenza. Come nel caso di Saman Abbas, dove la famiglia non ha saputo accettare il desiderio di libertà della figlia, e ha scelto l’annientamento piuttosto che la trasformazione.
La domanda che ci resta è:
Può una madre accettare di non essere più il centro dell’universo della figlia? Può una figlia amare senza ob
bedire?

La risposta non è semplice. Ma forse, per costruire cultura, dobbiamo iniziare proprio da qui: dal riconoscere che la libertà non è un tradimento, ma una forma più alta di fedeltà e che il futuro non si può fermare con i carri armati.
Emilio Rega è un raffinato poeta e ci offre un testo in versi:
Doppio sogno ovvero l’incubo di Fyodor Mikhailovich Dostoevsky
Nel gelo silente della steppa infinita
cammina un’anima senza confine
porta in sé il fuoco di Bisanzio
ed il pensiero lucido di Berlino.
Ha occhi che piangono icone
e mani che sfogliano Kant
una croce nel petto
un dubbio nella mente.
Europa la chiama
come chiama una madre lontana
che ha nutrito la ragione
ma ha smarrito il cielo.
Russia la trattiene
come terra che non perdona
che ama con dolore
e salva con silenzio.
Così l’anima, divisa
non sceglie né l’una né l’altra
ma sogna un ponte di luce
che nessuno ha ancora costruito.
Abbiamo cominciato a collaborare con Emilio. Mi piace partecipare al suo articolo con un mio testo scritto sul tema. Sono trascorsi 80 anni ma è come se non avessimo imparato nulla. a.l.b.

Biografia:
Emilio Rega, è nato a Villa San Giovanni (RC) il 2 marzo 1955, vive a Bogliasco (GE). Laureato in Filosofia presso l’Università di Genova con una tesi su Robert Musil, ha ottenuto il massimo dei voti e la dignità di stampa, suscitando l’interesse di germanisti di fama internazionale e di istituti di ricerca europei. Ha pubblicato un saggio su Musil e curato l’edizione italiana de La ragione nell’età della scienza di Hans-Georg Gadamer (Il Melangolo, 1986), con prefazione di Gianni Vattimo.
Dal 1993 ha avviato una prolifica produzione aforistica, con numerosi volumi pubblicati da editori come Edizioni del Leone, Mauro Baroni Editore, egoEdizioni e GPM Edizioni. I suoi aforismi hanno ricevuto ampi consensi da critici, giornalisti e intellettuali, e sono stati tradotti in spagnolo e albanese. Sono presenti in siti e repertori specialistici accanto ai grandi autori della letteratura mondiale.
È autore anche di poesia, con testi inclusi in oltre venti antologie e di due sillogi personali: La fontana incantata (Eracle, 2016) e La fine, il sogno, l’estasi (Grace Edizioni, 2024). Ha pubblicato anche un libro per bambini, La gabbia dei leoni (Giovanelli Edizioni, 2016).
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari, tra cui:
- “Farfalla d’argento” al Concorso 50&Più (2013, 2014)
- Primo premio al Concorso Fiume Aterno-Pescara (2016)
- Premio Speciale della Giuria al “Pagine d’Oro” (2020)
- Premi e menzioni ai concorsi “Ossi di Seppia”, “Il Tiburtino”, “Città del Galateo”, “Giulia”, “Besio 1860”, “Le Occasioni” e altri