Per una nuova poetica sociale

Riceviamo e pubblichiamo ben volentieri, perchè in sintonia con il nostro scrivere, il messaggio di Mauro Milani.

Per una nuova poetica sociale. Troppo spesso la poesia si è chiusa in se stessa facendo dell’intimismo l’unica poetica che avesse il blasone di Poesia. Quasi sempre questo è coinciso con periodi di crisi, non solo economica ma soprattutto di una prospettiva di cambiamento sociale. E del resto, non può che essere così in società che si sclerotizzano con il solo fine di mantenere se stesse, il proprio gruppo di comando ed un sistema sociale che atomizza gli uomini e li mette “l’un contro l’altro armati”. Non solo in senso figurato ma anche utilizzando sempre più la guerra, non più “fredda” ma guerreggiata con la massima crudeltà, come mezzo di soluzione delle contraddizioni.

Uscire da questa concezione, dare una prospettiva di cambiamento sociale, non di rinnovamento di un sistema ampiamente inadeguato e nemico di milioni di uomini, donne, minori, rifugiati, della Natura, dell’Ambiente e della stessa Biodiversità, deve diventare sempre più il compito degli intellettuali e dei poeti. O almeno di quelli che non hanno mandato all’ammasso del conformismo e dell’asservimento al potere, la parte più “discriminante e discernente” del nostro essere.

Per questo, riteniamo che sia ora di uscire dall’intimismo fine a se stesso e fare del proprio io e della propria esperienza un paradigma di esistenza sociale. Anche il modo di scrivere, che noi riteniamo possa essere non più solo individuale ma comune fra due o più persone, può essere un modo per uscire dal chiuso di sé e diventare un mezzo di aggregazione a cominciare dal basso, dall’individuo e/o da comunità. La poesia è un’arma troppo importante perché possa essere solo un insieme di rime o un tentativo d’introspezione psicologica.

Ben venga il sentimento e la ricerca di sé ma in una prospettiva nella quale il singolo è solo un piccolo pezzo di una necessità di cambiamento radicale della società, dei rapporti fra uomini, fra uomo e la Vita in ogni sua forma, nella necessità di rendere la Democrazia non più una vuota parola, nella quale chi decide realmente non si conosce nemmeno, ma un modo per far si che possa essere portatrice dell’interesse dell’umanità a sopravvivere a sé stessa ed al profitto immediato, vero cancro che sta distruggendo le nostre speranze di Futuro.

Mauro Milani, Milena Tonelli e tutti coloro che vogliono sottoscriverlo.

Genova – Castelnuovo Rangone, 30/05/2015.
mauro.mil3@libero.it
katia196121@hotmail.it

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