Infinita bellezza da leggere

Infinita bellezza da leggere

Ho viaggiato il mondo e ho trovato e spesso scovato murales con volti di donna meravigliosi. Ogni volta ho scattato velocemente come se quello sguardo potesse scomparire di fronte al mio obiettivo, distrutto dall’usura del tempo, dalla cattiveria dell’uomo e dai suoi limiti. In tutti gli occhi troveremo un angolo che faremo nostro, una prospettiva personale. Come nella scelta dei personaggi dei fumetti. Ho dedicato ad ogni bellezza dipinta una mia poesia d’amore sfuggente, senza curarmi del luogo dello scatto. Sono testi ricchi, di ampio respiro, starà a Voi cercare l’emozione nel verso che più vi rappresenta, leggete a voce alta. 

Buon viaggio! 


Non so quando ci conoscemmo la prima volta
forse pioveva
né in quale luogo trovammo riparo
abbiamo superato le insidie dei giorni bui
le tempeste di asteroidi i pericolosi pirati saraceni a Bonifacio

Ma so che rivedo in te le piccole margherite selvatiche
Stregato dalla luna nei tuoi occhi scuri
Bruciato dal desiderio viola
Che porta alla deliziosa rovina
Le endorfine sono il mio universo
Le tue paure
L’ipofisi ne rilascia in quantità
il dolce entusiasmo slega ogni nodo
ampia i limiti svela l’ignoto
accelera i processi della mente

O
h mia regina di ghiaccio
sarò il fiume che scende a valle
la neve che scolpisce le tue creste
l’urlo del rapace in caccia
la rugiada sul petalo al mattino
goccia di sudore sulla pelle
lacrima sul tuo viso
serpente di pietraia boscosa

Mi hai salvato quando ero in pericolo
ti ho guardato e hai sorriso
così conosco già la tua follia
ho già visto il tuo corpo
quando percorsi le tue emozioni
amando ogni brivido

E non importa domani
quando si faranno i conti
con lo spazio tempo metrico
oggi siamo già universo
pura poesia che alimenta la vita sui pianeti


Non respiro è una sensazione sbagliata
sono nel sogno di una fiamma asciutta
spero di morire in fretta
sono i polmoni pieni di fumo e polvere

T
errore rassegnazione come quando mio padre chiudeva la porta e restavo al buio
questa non è la mia città
tu non sei qui né le tue labbra
sospeso sulle funi del mio disordine che danza

Ma torniamo al sogno
un segno distinto la pausa
una paura che nascondevo
versi non chiusi parole senza esplosione

Un autunno di foglie cadute
già nell’euforia gratuita di un mattino


Si accendono mosaici di dolore
Non c’è soluzione solo vibrazioni
La paura i maledetti esperimenti
Orrende classificazioni razionali
Per consentire alla mente
Spazi di manovra per gestire l’ira
Il tempo divora la terra
Ogni sua umana civiltà
Ne strappa le radici
Non esiste nessuna pietà
Sei nuda ferita
Senza nessuna reazione
Di chi avrebbe potuto salvarti
Soltanto adesso pare evidente
Una falsa realtà
Rami gonfi di neve
Impulsi digitali
Artificiali spinte centrifughe
Ostili incuranti dell’analogo destino
Non potremo accedere al sistema
Privati delle necessarie chiavi


Vorrei avere il tempo per raccogliere
l’ascolto dei tuoi silenzi
entrando nel respiro per recitare una vita
creatura meravigliosa dal fascino tremante

Vorrei essere la tua corda sulla roccia
l’àncora della tua barca in navigazione
condannato alle catene del desiderio
che disintegra ogni vuoto

Accompagnarti al fiume per guardare la corrente
stringerti sulla sabbia spogliarti di ogni singolo brivido
regalarti gli istanti eterni di passione
trattenere il fiato nelle tue labbra fino a morire di piacere

Dannato tra le tue gambe
avvolto dai tuoi baci come risacca d’onda
ora mi offri i tuoi capezzoli proibiti
e sento il profumo la pioggia estiva

Nei tuoi capelli il sapore di vulcano
adoro la tua femmina libera
mi piace la tua follia ora tu mi trasporti
sei come sorgente e mi bruci

Con lo sguardo di chi ammira dentro un pozzo
sognando di raggiungere il fondo


♥ 

Donna perenne in fuga da me
vorrei rapirti le arcane presenze
solcare le vie navigare il tuo mare
In tempesta certo issare le vele
scoprire il fato tra possenti marosi
raggiungere l’abisso del tuo pensiero
scrutare l’orizzonte dalla riva etrusca
per gettarmi dalla scogliera innamorato folle ché la vita sarà servita
passarti un dito sulle labbra e l’altro nella sabbia di clessidra
contestare l’umane stagioni
testarne la consistenza per distillare dai tuoi seni la rugiada che sento felina
per giungere passando tra le gambe
in un assorto fluttuare lento fino alla doppia luna che plasma dolce il mondo

Mi spoglio mortale dalle vane illusioni e vivo


Naufrago d’altrove al cuore appeso
ho infranto ogni valore morale
gli antichi rituali di sciamano
per buoni istanti da passare con te
lussuria donata labbra come seta
orli pulsanti dall’ardore intrisi
tremano nella nebbia anni perduti
sorrisi come rapide di tormento
occhi enormi come mare aperto
ove mi tuffo vestito di follia
per ammirare fondali di passione
un incanto l’intimo che non mostra
così m’infiammo ma non brucio
per ora tra le onde sospirerò
ma emozioni liquide custodisco
lucenti scie gitàno tra le comete
non sono io a scaldarti i sogni


♥ 

Il mio cuore vuole sfidare i sogni
eppure nella fuga precipitare
nell’insopportabile che tenta di sopportare il non agire
ritmo folle urgente ignoto
tu esponi la donna il temporale
celebri l’essere sublime le città assediate
pittura rinascimento fiesta pagana
frantumi di mosaico luci tagliate d’ombra
la neve vicino al cigno quando il prato sorride
e brucia ogni fantasia il fiordo crolla in mare
come l’albicocca acerba desidera d’esser colta
vorrei confondermi insieme a te nell’abbraccio della terra
nell’unico bagliore dell’immagine a specchio
e a quel punto finalmente nell’ardore
baciarti nell’impeto d’acrobata
premere sulle labbra un singhiozzo
come in un addio spettinarti
prenderti nel fieno di luna
succhiare le radici ogni punta tremante
accendere le micce dei cannoni di poppa
nel buio impossibile della notte
che si fa cielo e miracolo d’alba


♥ 

Vorrei che la tempesta
travolga la baia le vele in rada
i tuoi capelli di pesca e tequila
c’è tutto il mio vuoto
sapor di naufragio


♥ 

Adesso non sparire Delizia vestita d’enigmi e pastelli
Vorrei il permesso cosmico d’amarti
Mi farò lacrima per rigarti l’iride di pianto
Nell’ombra più buia cercherò la tua luce che le crea
Muto timore che non si spiega Se non nella paura d’innamorarsi un po’

Chiamami un’altra volta con abbracci di colore

Nessun rumore di fondo
Ciò che senti è il mio cuore nel tuo flusso astrale Conosco ciò che provi
Le tempeste che affliggono le tue coste selvagge
Ti prego non sparire adesso musica di vento sui fiori
Sento già il sapore che hanno i fulmini
Pura emozione del limite che di baci avvolge il tempo

Intrico di pennelli lasciati nel crepuscolo a seccare
In attesa del prossimo volto dipinto che sembrarà il mio
Ogni sentimento sfugge come labbra che s’allontanano
Nella notte odor di fuga
Desperado lungo vuoti andadores
Invidio lo sciamano che abiterà i tuoi istanti

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